sabato, ottobre 03, 2009
Arciere spaziale



3 ottobre 2009. A 5 mila anni luce da noi qualcuno sta per "scoccare una freccia". Se non ci credete guardate quest’arco di luce rosa che si trova guarda caso, proprio nella costellazione del Sagittario. La curiosa arma stellare è in realtà una nebulosa chiamata NGC 6559 e composta prevalentemente da idrogeno.
Nulla si sa sull’identità del misterioso "arciere", nascosto dalle polveri azzurre in basso a sinistra. Nei paraggi però, si scorgono le "frecce" appena scagliate: una serie di giovani stelle in formazione.

tratto da Focus.it
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giovedì, ottobre 30, 2008
Killer spaziale



27/10/2008. Qualcuno ha approfittato dell’oscurità del cosmo per nascondere l’arma di un delitto. Una galassia a spirale dalla forma appuntita, soprannominata "Lama di coltello".
Ma gli astutissimi sherlock holmes spaziali l’hanno finalmente ritrovata ed eccola brillare di un bagliore sinistro in una foto spaziale.
La "vittima", secondo le prime ricostruzioni, sarebbe un’antica galassia nana - a cui appartenevano diversi miliardi di stelle in meno rispetto alla Via Lattea - che sarebbe stata inghiottita più di 4 miliardi di anni fa. Se si guarda con attenzione sulla "scena del crimine" si vede ancora la sua impronta. Lo strano alone luminoso che circonda la "lama" sarebbe formato dai resti della povera galassia "assassinata".

tratto da Focus.it

postato da: NonoCielo alle ore 23:35 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, ottobre 30, 2008
gli scienziati: «contiene ferro e titanio, forse silicio»
Mercurio e il mistero della materia blu
Scoperta sul pianeta dalla sonda Messenger una sostanza sconosciuta di colore bluastro

Sulla superficie di Mercurio c’è una sostanza misteriosa la cui natura gli scienziati non riescono ancora a decifrare. Lo hanno rivelato le immagini raccolte dalla sonda Messenger della Nasa durante il suo passaggio ravvicinato al primo pianeta del sistema solare il 6 ottobre scorso. La sostanza è di colore bluastro e Mark Robinson dell’Arizona State University l’ha battezzata «mysterious dark blue material». Si ipotizza che sia stata eiettata dal cuore del pianeta durante le eruzioni vulcaniche le quali erano numerose in un’età tra i 3,8 e 4 miliardi di anni fa distribuendo lava in grande quantità.

LE FOTO - Le foto trasmesse sono affascinanti con le loro velature blù e studiandole i geologi planetari cercano di dare risposta all’enigma rappresentato dalle estese superfici piatte, molto più piatte di quanto si potesse ritenere data la storia del corpo celeste più vicino al Sole. La sonda è transitata ad appena duecento chilometri dal suolo mostrando dettagli notevoli. Questo è il secondo transito ravvicinato. Ne seguirà un terzo prima che Messenger entri in orbita attorno al pianeta nel 2011. La ricognizione ha scandagliato il 30% della superficie finora mai osservata e così con due passaggi già si è arrivati a costruire una mappa del 95% per cento dell’intero pianeta. «Ipotizziamo che questa sostanza blù contenga ferro e titanio, forse silicio, ma probabilmente la colorazione è data dalla loro insolita combinazione. Per il momento non ne sappiamo molto di più» ha precisato Robinson aggiungendo che l’enigma sarà risolto quando lo studio potrà essere approfondito dall’orbita nei prossimi anni.

LA PRIMA SPEDIZIONE - La prima e unica spedizione spaziale effettuata per studiare Mercurio da vicino era avvenuta nel 1973 da parte della Nasa ed era Mariner-10. Ad essa aveva contribuito il professor Giuseppe Colombo dell’Università di Padova (ora scomparso) suggerendo un’orbita più opportuna agli specialisti del JPL . Così la sonda riuscì a compiere tre passaggi invece di uno come previsto e Colombo finì sulla prima pagina del New York Times con tutti gli onori per i vantaggi offerti. Colombo era un grande scienziato ed aveva scoperto anche gli esatti movimenti di Mercurio intorno al Sole. Per questa ragione l’ESA europea ha battezzato con il nome BepiColombo la sonda che sta costruendo e che andrà ad esplorare il pianeta nel 2013.

Giovanni Caprara
30 ottobre 2008


da www.corriere.it
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lunedì, ottobre 20, 2008
"Tutto crudo sì, ma con disciplina"

Da New York a Londra, da Berlino a Istanbul, il crudismo raccoglie proseliti. Lo chef Chad Sarno spiega le regole e i concetti di base della nuova cucina raw food

Raw Food, o se preferite cibo crudo: non è una moda bensì un movimento culinario nato negli Stati Uniti e appena approdato a Londra e, che presumibilmente, farà proseliti anche in Italia, dopo aver già trionfato in Germania e in Turchia. Si tratta di un concetto assolutamente innovativo e per certi versi rivoluzionario: preparare cibi deliziosi ma non cotti, che scoppiano di energie vitali e mantengono tutti gli enzimi, le vitamine e le proprietà organiche degli ingredienti. Inoltre riducono il colesterolo, sono ipocalorici e totalmente vegani, ovvero non contengono assolutamente alcun prodotto di origine animale.

Il profeta di questo nuovo movimento si chiama Chad Sarno, 30enne americano di lontane origine italiane, che è noto come “il Gordon Ramsay della cucina vegana” e che è executive chef del ristorante Saf, appena aperto nella capitale inglese, dove vengono serviti esclusivamente piatti vegani, secondo i programmi delle diete detox e i precetti del raw food.

Mr. Sarno, cosa significa Saf?
È un acronimo di “Simple Authentic Food” (cibo semplice e autentico, ndr) e vuole dire anche “puro” in lingua turca. Non a caso abbiamo aperto il nostro primo ristorante a Istanbul, la capitale della Turchia.

La sua cucina si ispira ai precetti del raw food che cos'è esattamente?
Mi piace pensare che sia una rivoluzione nella gastronomia. Nasce da un'attenzione alla salute e al benessere ed è un movimento che ora si è evoluto, diventando ricercato e altamente gastronomico. Lavoriamo con ingredienti freschissimi, vivi, pieni di energia e li prepariamo conservando appieno le loro proprietà organiche e i loro enzimi, che sono importantissimi. Siamo il primo ristorante vegano di raw food ad aprire a Londra e di questo vado molto fiero.

Come si è avvicinato a questo tipo di cucina?
Mi sono avvicinato al raw food per ragioni di salute. Da giovane soffrivo d'asma e dopo aver sperimentato di tutto (ero già vegetariano a 17 anni) ho provato a eliminare tutti i latticini dalla mia dieta, e a seguire un regime alimentare vegano, e l'asma è sparita. Poco dopo ho iniziato a cucinare diete vegane ad alto contenuto energetico per pazienti che soffrivano di tumore o di altre gravi malattie, a cui venivano prescritte diete di cibo crudo. Da lì ho cominciato a studiare la materia e a scoprire sempre di più e mi sono appassionato. Ora, la cosa che mi diverte di più sono le possibilità gastronomiche di questa cucina che è molto innovativa e ad alto contenuto di creatività.

Il fatto che molte star di Hollywood seguano diete vegane non fa del raw food solo una filosofia culinaria di moda?
Uno dei miei più cari amici è Woody Harrelson - star di Larry Flint e Non è un Paese per Vecchi - che fin dall'inizio è stato uno dei miei più grandi fans. Ma c'è di più: in California questa cucina va per la maggiore perché aiuta a sentirsi giovani, a sentirsi pieni di energia ed è ipocalorica, quindi contribuisce a tenere giù il peso corporeo.

Quali sono i concetti di base del raw food?
Le due componenti principali sono l'attenzione agli ingredienti, che devono essere trattati in modo da conservarsi pieni di energia, con una cottura non superiore ai 48°C, temperatura che distrugge gli enzimi nel cibo. E la creatività. In cucina, per esempio, abbiamo solo un forno convenzionale (alcuni piatti li serviamo ancora caldi) e ben sei disidratatori, noti come forni a crudo. Con alcuni trucchi riusciamo a preparare piatti finora impensabili per i vegani, come il gelato, i formaggi e la pasta. Quando crei un nuovo piatto con questa cucina, sei quasi certo che nessuno prima di te l'ha mai fatto e questo mi riempie di gioia.

Un esempio?
Il nostro “formaggio”, fatto con anacardi, mandorle o noci pecan, attraverso un procedimento complesso e lungo, ma che ci ripaga in termini di unicità del prodotto. Oppure la nostra “pasta”, come le linguine fatte con zucchine o i ravioli fatti di barbabietola ripieni di “formaggio” di anacardi avvolto nelle erbe.

Insomma cosa vi rende unici?
Soprattutto il tipo di cucina, ma anche la voglia di distanziarci dai soliti café vegani e di creare alta gastronomia, accompagnata da eccellenti vini esclusivamente biologici o biodinamici, che contribuiscono a rendere una cena o un pranzo da noi davvero unici. Abbiamo anche dei cocktail originali, realizzati a partire dai succhi più puri preparati qui da noi e con i liquori migliori trovati sul mercato.

Prossimi progetti?
Per ora mi sono trasferito a Londra e voglio superivisionare bene il lancio di Saf. Apriremo anche dei take away qui in Inghilterra, tipo pranzi ottimi e salutari da prendere e portare via. Poi ci sono in programma aperture di ristoranti a Ginevra e Stoccolma.

Deborah Bonetti

da www.bargiornale.it


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lunedì, ottobre 20, 2008
Nebulosa col botto


W49B è ciò che resta di un "gamma ray burst" una violentissima esplosione spaziale.

A 35 mila anni luce dalla Terra qualcuno ha premuto il grilletto. Lo "sparo" – una violenta esplosione dovuta all’accumulo di materia celeste attorno a un buco nero – ha lasciato dietro di sé questa nebulosa fotografata dai telescopi Chandra e Palomar.
In blu, al centro, brilla un gas superbollente, con una temperatura di 15 milioni di gradi ricco di minerali. Gli aloni invece in verde e rosso sono nubi di idrogeno visibili solo agli infrarossi.
Di "botti" del genere (piccoli Big Bang che gli esperti chiamano gamma ray burst) è pieno lo spazio. Si calcola che ne capiti circa uno al giorno, in qualche angolo remoto dell’universo. Ma è la prima volta che se ne vedono tracce nella nostra galassia.

20 ott. 2008


tratto da www.focus.it

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lunedì, settembre 15, 2008

Difendere il clima non è reato

I sei attivisti di Greenpeace assolti dalla Corte penale del Regno UnitoRoma, Italia, 11 settembre 2008 — Sono stati assolti dalla Corte penale i sei attivisti di Greenpeace accusati per l'azione di protesta alla centrale di Kingsnorth nel Kent. Avevano scalato la ciminiera e dipinto sulla parete il nome del Primo ministro inglese. Perché bruciare carbone contribuisce ai cambiamenti climatici. Questa assoluzione è un duro colpo ai piani energetici del governo che intende costruire altre centrali.

Gli avvocati di Greenpeace hanno fatto appello di "non colpevolezza" facendo leva sulla difesa di una "motivazione legittima": gli attivisti hanno bloccato la centrale per difendere l'ambiente, un bene comune, dall'impatto dei cambiamenti climatici.

L'assoluzione degli attivisti di Greenpeace è un'importante sfida ai piani al governo. Una sfida lanciata dai giurati che rappresentano la gente comune in Gran Bretagna e che, dopo aver sentito gli elementi di prova, hanno approvato l'azione diretta per proteggere il clima.

Nel corso dei cinque giorni del processo la Corte ha ascoltato le testimonianze di scienziati del clima da tutto il mondo, di un rappresentante degli Inuit della Groenlandia e di David Cameron consulente ambientale. Alla giuria è stato riferito che la centrale a carbone di Kingsnorth emette 20.000 tonnellate di CO2 ogni giorno – la stessa quantità emessa in tutto dai 30 paesi al mondo meno inquinanti – e che i piani del governo prevedono la costruzione di una nuova centrale a carbone vicino al sito già esistente sulla penisola di Hoo in Kent.

Azioni di protesta dello stesso genere sono state effettuate da attivisti di Greenpeace in tutto il mondo, dalla Nuova Zelanda all'India, dall'Indonesia al nostro Paese. In Italia, azioni dirette presso centrali a carbone sono state effettuate a Porto Tolle (Rovigo, progetto di conversione), Civitavecchia e Brindisi. Dodici attivisti erano stati "banditi" dalla città di Brindisi su ordinanza del Questore, poi annullata dal TAR di Lecce.

Procedimenti penali su diversi attivisti, italiani e non, pendono ancora presso la Procura di Brindisi e di Rovigo

tratto da www.greenpeace.it
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lunedì, settembre 15, 2008
Quanto grano sprecato in una bistecca


Agghiaccianti cifre per capire un'ulteriore fonte di spreco degli allevamenti.


Sappiamo che la trasformazione delle proteine vegetali (da cereali e leguminose) in proteine animali (carne, pesce, latte, uova, che provengono dall'allevamento di animali nutriti appunto con cereali e leguminose) è un processo altamente inefficiente, perché per "produrre" una certa quantità di carne è necessario nutrire gli animali con una quantità molto maggiore di vegetali coltivati appositamente.

Questo spreco crea da una parte un impatto ambientale enorme (a causa dell'energia, acqua, sostanze chimiche, materie prime letteralmente "buttate via" a causa di questa trasformazione inefficiente), dall'altro è uno sputo in faccia al problema della fame nel mondo.

E' chiaro il perché dell'inefficienza di questa trasformazione: ogni kg di vegetali che un animale - uomo compreso - mangia, non va certo a incrementare di un kg il suo stesso peso. Solo una piccola parte ha questo effetto, ma per il resto il cibo è semplicemente il "carburante" che serve a far vivere l'animale. E quindi, quasi tutto il mangime che viene dato agli animali d'allevamento non serve a farli aumentare di peso. Per un manzo adulto, per esempio, servono 11 kg di vegetali per farlo aumentare di un kg di peso. Questo numero è chiamato "rapporto di conversione".

Il problema, però, è ancora peggiore, perché bisogna tener conto dei cosiddetti "scarti di macellazione". Che sono enormi. Dipendono dalle caratteristiche dell'animale (se è grasso o muscoloso, per esempio), ma anche dalle caratteristiche del taglio di carne venduto (più o meno grassa, braciola con osso o senza, ecc.).

Uno studio pubblicato sul sito della South Dakota State University, mostra che quello che "si butta via" dopo la macellazione varia dal 50% al 70%, con una media del 60%. Vogliamo rendere noto questo studio, effettuato da un dipartimento che ha lo scopo di "fare ricerca" a favore di allevatori e macellai, non certo di mettere in luce loro mancanze (etiche o scientifiche), per mostrare come il sopra citato "rapporto di conversione" vada in realtà raddoppiato, perché se servono 11 kg di vegetali per far crescere di 1 kg l'animale, significa che per ottenere un kg di "carne" servono ALMENO 2 kg di "animale vivo" (spesso di più) e quindi servono 22 kg di vegetali per ottenere un kg di carne.

Con buona pace dell'ambiente devastato e di chi muore di fame.

Riportiamo qui sotto lo studio universitario, avvertendo che la sua lettura risulterà piuttosto difficile per tutte quelle persone - e speriamo siano sempre di più - che non considerano un animale come "un tot di kg di carne da mangiare", ma per quello che in effetti è, cioè un essere senziente che prova sentimenti ed emozioni come noi.

Studio sugli scarti di macellazione della South Dakota State University


Due fattori influenzano la percentuale di carne che si ottiene per la vendita a partire dall'animale vivo:

1. La percentuale di utilizzo (chiamata P.U.)
2. La resa del taglio dopo la macellazione (chiamata "resa")

La P.U. è il peso della parte utilizzabile dell'animale macellato (eliminate tutte la parti di scarto), chiamata "carcassa", divisa per il peso dell'animale da vivo, moltiplaicata per 100:
P.U. = Peso della carcassa / Peso da vivo x 100

La resa del taglio è invece la quantità totale di carne disponibile per la vendita che si ottiene dopo il taglio dalla carcassa dell'animale ucciso. Quindi dipende molto dall'uso che si fa della carne, e se è grassa o magra. Resa = kg di carne disponibile per la vendita / peso della carcassa x 100

Il totale di carne disponibile per la vendita è dunque:
(percentuale di utilizzo x resa dopo la macellazione) x peso dell'animale vivo

Da cosa dipende la percentuale di utilizzo


La P.U. è influenzata da:

1. Riempimento delle interiora: maggiore è il riempimento delle interiora al momento in cui viene pesato l'animale, minore sarà la P.U. Se un animale è pesato appena dopo essere stato nutrito, la P.U. sarà dal 2% al 5% inferiore rispetto a quando l'animale è tenuto a digiuno per 24 ore prima della pesatura.

2. Muscolatura: un animale molto muscoloso avrà una P.U. superiore rispetto ad un animale con una muscolatura leggera.

3. Grasso: un animale più grasso avrà una P.U. più alta rispetto ad un animale magro.

4. Fango: un animale con molto fango attaccato alla pelle avrà una P.U. superiore rispetto ad un animale pulito.

5.Lana: agnelli con lana lunga avranno una P.U. inferiore rispetto ad agnelli recentemente tosati.

Ecco alcune percentuali di utilizzo tipiche per varie specie animali: bovini - 62%; vitelli da latte - 59%; maiali - 74%; agnelli (tosati) - 54%.

Da cosa dipende la resa del taglio

La resa è influenzata da:

1. Grasso: animali magri avranno una resa maggiore rispetto ad animali più grassi.

2. Muscolatura: animali con una maggior massa muscolare avranno una resa maggiore rispetto ad animali come minor massa muscolare.

3. "Con osso" o "senza osso": questo aspetto influenza in modo notevole la resa. Se viene effettuato un numero maggiore di porzioni senza osso, la resa sarà inferiore rispetto a quando vengono effettuate porzioni con l'osso. Se vengono tagliati arrosti con osso, costate, fiorentine e controfiletti con osso la resa sarà molto superiore rispetto a quando vengono tagliati arrosti senz'osso, bistecche, e controfiletti senz'osso. E' importante rilevare che la quantità di carne commestibile non cambia.

4. Quantità di grasso che rimane nella carne: se viene lasciato più grasso di superficie sulle porzioni di carne, allora la resa sarà superiore rispetto a quando le porzioni di carne sono tagliate togliendo tutto il grasso.

6. Magrezza del prodotto macinato: se il prodotto macinato (manzo macinato, maiale macinato, salsiccia di maiale, agnello macinato) è molto magro, allora la resa sarà inferiore rispetto a quando il prodotto macinato contiene molto grasso. Per esempio, una tipica carcassa di manzo potrebbe avere 9 kg in più di carne macinata se è convertita in manzo macinato magro al 70% rispetto a quando è convertita in manzo macinato magro al 92%.

Esempi per il manzo

Questi conteggi ci consentono di capire dato un animale quanti kg di carne per la vendita se ne ricavano.

La formula è:
P.U. x resa x peso dell'animale vivo = kg di carne disponibile per la vendita

Esemplare medio di manzo, pesato a pieno, 540 kg, per la produzione di bistecche senz'osso e arrosti, tagliato togliendo tutto il grasso, manzo macinato magro:
0,61 x 0,62 x 540 = 38% x 540 = 205 kg di carne

Esemplare medio di manzo, pesato a pieno, 540 kg, bistecche e arrosti con osso, tagliato normale (cioè lasciando un po' di grasso attorno), manzo macinato standard
0,61 x 0,71 x 540 = 43% x 540 = 232 kg di carne

Esemplare medio di manzo, pesato a pieno, 540 kg, in parte arrosti e bistecche con osso, in parte senza osso, tagliato togliendo tutto il grasso, manzo macinato standard:
0,61 x 0,67 x 540 = 41% x 540 = 221 kg di carne

Esemplare medio di manzo Holstein, pesato a pieno, 540 kg, arrosti e bistecche senza ossa, tagliato togliendo tutto il grasso, manzo macinato magro:
0,58 x 0,57 x 540 = 33% x 540 = 178 kg di carne

Esemplare di manzo magro e con massa muscolare elevata, pesato a pieno, 540 kg, bistecche e arrosti senz'osso, tagliato togliendo tutto il grasso, manzo macinato magro:
0,62 x 0,69 x 540 = 43% x 540 = 232 kg di carne

Esemplare di manzo molto grasso, pesato a pieno, 540 kg, bistecche e arrosti senz'osso, tagliato togliendo tutto il grasso, manzo macinato magro:
0,62 x 0,46 x 540 = 29% x 540 = 157 kg di carne

Esemplare di manzo magro e con massa muscolare elevata, pesato a vuoto, 540 kg, arrosti e bistecche con osso, tagliato normale (lasciando un po' di grasso attorno), manzo macinato standard :
0,65 x 0,80 x 540 = 52% x 540 = 280 kg di carne.

Esempi per il maiale

Nota: La P.U. e la resa in questi esempi sono riferiti a carcasse di maiale con la pelle. Molti stabilimenti per la produzione di carne spellano le carcasse dei maiali. Le carcasse senza pelle avranno una P.U. inferiore e una resa superiore. In ogni caso, si otterrà sempre la stessa risposta nel calcolo della quantità di carne.

Maiale medio, pesato a pieno, 110 kg, arrosti e braciole con osso, tagliato togliendo il grasso, maiale macinato/salsiccia magra:
0,72 x 0,74 x 110 = 53% x 110 = 58 kg di carne

Maiale medio, pesato a pieno, 110 kg, braciole e arrosti senz'osso, tagliato togliendo il grasso, maiale macinato/salsiccia standard:
0,72 x 0,65 x 110 = 47% x 110 = 52 kg di carne

Maiale magro con elevata massa muscolare, pesato a pieno, braciole e arrosti senz'osso, tagliato togliendo il grasso, maiale macinato/salsiccia magra:
0,73 x 0,73 x 110 = 53% x 110 = 58 kg di carne

Maiale molto grasso con scarsa massa muscolare, pesato a pieno, 110 kg, braciole e arrosti con osso, tagliato togliendo il grasso, maiale macinato/salsiccia magra:
0,74 x 0,50 x 110 = 37% x 110 = 41 kg di carne

Maiale con elevata massa muscolare, pesato a vuoto, 110 kg, braciole e arrosti con osso, tagliato normale, maiale macinato/salsiccia standard:
0,76 x 0,82 x 110 = 62% x 110 = 68 kg di carne

Esempi per l'agnello

Agnello medio, tosato, pesato a pieno, 55 kg, braciole e arrosti con osso, tagliato togliendo il grasso, agnello macinato standard:
0,51 x 0,75 x 55 = 38% x 55 = 21 kg di carne

Agnello medio, tosato, pesato a vuoto, 55 kg, braciole e arrosti con osso, tagliato togliendo il grasso, agnello macinato standard:
0,54 x 0,75 x 55 = 41% x 55= 23 kg di carne

Agnello medio, tosato, pesato a pieno, 55 kg, in parte braciole e arrosti con osso, in parte senza osso, tagliato togliendo il grasso, agnello macinato standard:
0,51 x 0,68 x 55 = 35% x 55 = 19 kg di carne

Agnello magro con massa muscolare elevata, tosato, pesato a vuoto, 55 kg, braciole e arrosti con osso, tagliato togliendo il grasso, agnello macinato standard:
0,57 x 0,78 x 55 = 44% x 55 = 24 kg di carne

Agnello grasso con scarsa massa muscolare, vello lungo, pesato a pieno, 55 kg, braciole e arrosti con osso, tagliato togliendo il grasso, agnello macinato standard:
0,48 x 0,659 x 55 = 31% x 55 = 17 kg di carne

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Fonte:
South Dakota State University, Department of Animal and Range Sciences, Meat Science Extension and Research, Did the Locker Plant Steal Some of My Meat?
http://ars.sdstate.edu/MeatSci/May99-1.htm

da AgireOra Network: www.agireora.org

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lunedì, agosto 11, 2008
Dove finirà la corsa olimpica della Cina?

di Umberto Mazzantini

http://www.greenreport.it/file/art/foto_14931.jpg LIVORNO 8-8-08. La Cina arriva alle Olimpiadi di Pechino con il sorriso stampato sulla faccia ed un annus horribilis dietro alle spalle, culminato con il terribile sisma del 12 maggio che ha devastato il Sichuan. La Cina ha voluto che con le olimpiadi si accendessero i riflettori sulla sua crescita infinita, per illuminare il cammino della sua veloce corsa verso "la società armoniosa". Ma la luce della fiaccola partita da Atene è penetrata anche negli angoli scuri della repressione interna e neocoloniale nel Tibet buddista e nello Xinjiang islamico, ed ha svelato la fragilità ambientale di uno sviluppo spinto che ha prodotto estesi inquinamenti dell´acqua e dell´aria, siccità persistenti e ondate di freddo glaciale, problemi giganteschi per l´ambiente e la salute pubblica.

A Pechino lo smog semi-permanete conquistato per far correre gli atleti è già un passo in avanti rispetto al fitto nebbione chimico che avvolgeva la città e nascondeva i grattacieli della crescita a due cifre. Siamo stati facili profeti a dire che nessuno si sarebbe potuto permettere di boicottare le Olimpiadi cinesi, e dietro il sorriso della cerimonia olimpica si può intravedere anche il ghigno soddisfatto degli autocrati comunisti che accolgono con sufficienza e falso sdegno le innocue proteste di Bush e Sarkozy, mentre stendono i tappeti rossi sui quali dovranno camminare i potenti del mondo per raggiungere la corte laboriosa del dragone nazional-comunista che ormai controlla e sorregge l´economia mondiale.

Ma i giochi olimpici hanno avuto ed avranno effetti anche sull´ambiente ad iniziare dai consumi di acqua altissimi per organizzarli ed un aumento dei consumi idrici del 30% per ospitarli che si riflette sulle assetate e siccitose province intorno a Pechino, con spostamenti di interi corsi d´acqua, come il Fiume Giallo, con conseguenze ancora non ancora comprensibili sull´ambiente e le risorse idriche di popolose province.

Le misure prese per permettere agli atleti di correre in una città almeno respirabile (divieti di circolazione per le auto inquinanti, targhe alterne e chiusura temporanea di fabbriche cittadine) sono effimere e passate le olimpiadi i pechinesi si troveranno a respirare di nuovo un´insana miscela con tracce di ossigeno e potranno tornare a fumare le sigarette ovunque e a mangiare nei kebab momentaneamente serrati e a fare benzina di scarsa qualità nei distributori in centro città che riforniranno nuovamente le 400 mila vecchie auto fatte sparire dalle strade e quelle nuove che aumentano in tutta la Cina al ritmo del 10% all´anno.

L´unica cosa che non ritroveranno sono gli antichi quartieri popolari spazzati via per far posto alle case dei ricchi ed alla speculazione popolare, ai negozi per turisti olimpici. Ma i riflettori e la tregua olimpica, l´ammirazione per lo spettacolo che comunque riusciranno ad imbastire i cinesi, oscureranno probabilmente quel che succede nel resto di questo grande Paese, diventato ormai il più grande inquinatore del pianeta, dove le condizioni ambientali delle tante metropoli e di intere province più grandi e popolose dell´Italia sono allarmanti e le condizioni di lavoro sembrano spesso quelle della prima rivoluzione industriale.

Secondo le stime del governo Bush, insospettabile di simpatie ambientaliste, entro il 2030 le emissioni di CO2 dovrebbero aumentare del 50% e il contributo maggiore verrà proprio dall´industria del carbone cinese. La società armoniosa del comunismo-turbocapitalista ordina di risparmiare energia, chiude fabbriche troppo inquinanti, fissa obiettivi di riduzione dei gas serra, batte ogni record di produzione di pannelli solari e fotovoltaici e turbine eoliche, ma nonostante lo sforzo arranca come un maratoneta sfiatato di fronte alle mille auto in più che ogni giorno arrivano sulle strade cinesi, mentre costruisce una centrale elettrica a carbone ogni settimana ed edifici grandiosi ed interi nuovi quartieri che sono una palese violazione delle norme del risparmio energetico che il governo centrale ha indicato.

Nemmeno lo Stato-mercato oligarchico riesce a mettere la museruola ad una crescita troppo rapida ed ai bisogni crescenti di un miliardo e trecento milioni di persone che hanno preso troppo sul serio lo slogan "arricchitevi" di Deng Xiaoping e che pensano ormai che sia un loro diritto raggiungere livelli di consumo occidentali.

La vittoria e l´assorbimento del nostro modello di sviluppo, più che la resa del maoismo, può diventare la nostra più grande sconfitta, con lo spostamento già in atto dell´economia mondiale ad est, e un disastro per le generazioni future se questa miscela di arretratezza asiatica e di sviluppo senza regole e diritti non terrà conto delle risorse ambientali finite.

In questo l´organizzazione dei giochi olimpici di Pechino sembra essere lo specchio della nuova sindrome cinese che percorre l´economia mondiale: decisioni rapide, senza riflettere troppo sulle conseguenze a lungo termine, che tiene conto dei benefici economici immediati e sorvola su diritti civili e stato dell´ambiente, in un Paese che nasconde i guasti della crescita dietro i diktat del partito comunista e le esecuzioni capitali e le campagne anticorruzione, ma scalfisce solo la dura scorza di uno sviluppo economico troppo potente per poter essere imbrigliato, anche da una dittatura benevola solo con la sua corsa.

fonte www.greenreport.it
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giovedì, luglio 31, 2008
Cibo avvelenato sulle nostre tavole

Circa 1.435 le notifiche di alimenti contaminati giunte al Ministero della Salute. Topi e insetti nei nostri piatti

Tonno dello Sri Lanka contaminato con istamina venduto in Veneto,
insalata con il topo, vongole italiane con la salmonella, latte francese avariato distribuito in Toscana...

E poi granchi e calamari al Cadmio, verdesca al mercurio, scorfani e merluzzi con larve di insetti, ostriche francesi vendute a Genova con il virus dell’Epatite A, salsa tartufata bianca con il botulino.

In questa prima metà di 2008 sono state 1.435 le notifiche di alimenti avariati o contaminati giunte al Ministero della Salute, Direzione generale per la sicurezza degli alimenti e della nutrizione. È quanto si legge nella relazione sul sistema di allerta comunitario per il trimestre aprile-giugno 2008. Delle 720 notifiche del secondo trimestre 2008, 119 sono state segnalazioni di allerta, 278 informazioni e 323 respingimenti. Sempre nel secondo trimestre, i prodotti nazionali irregolari sono risultati 15, tre dei quali distribuiti all’estero. Irregolarità sia igienico sanitaria (contaminanti biologici, residui di antiparassitari, metalli pesanti, micotossine, stato di conservazione, additivi e coloranti) sia di natura formale e merceologica (etichettatura non conforme dal punto di vista sanitario, frodi). I nemici numero uno dei cibi sono risultati salmonella (70 segnalazioni), E.coli e Listeria. Mentre i maggiori contaminanti chimici sono le micotossine (223 notifiche), seguite dai metalli pesanti e dai residui di fitofarmaci.

Notevole anche il numero di segnalazioni per la presenza di corpi estranei negli alimenti (32). Fanno capolino anche gli allarmi per gli Ogm non autorizzati (9) e per i ’Novel Food’ (3). Tra i prodotti italiani a rischio, molti sono stati scoperti dopo la vendita all’estero: in Germania hanno segnalato la ricotta di pecora con la Listeria, in Belgio il mangime per piccoli animali con le enterobatteriacee, in Olanda addirittura l’acqua per ghiaccioli alla fragola con un’infestazione da muffe. Crescono le irregolarità per dietetici e prodotti alimentari, ma anche quelle per prodotti della pesca, gelati e dolciumi.

Ma i rischi maggiori sono nella categoria frutta secca e snack: 209 segnalazioni nel secondo trimestre, in calo rispetto al primo ma comunque saldamente in testa tra i cibi più a rischio. Mentre nei prodotti di mare il rischio maggiore è per la presenza di mercurio e di cadmio. Riscontrati anche arsenico (in filetti di merluzzo cinesi), benzopirene, diossine, e residui di farmaci veterinari in gamberi, anguille, scampi provenienti quasi tutti da oriente. La carne invece è risultata contaminata in prevalenza, da salmonella, larve di insetti, E.coli e cloramfenicolo. Più varie le denunce per frutta e vegetali: si va dai frammenti di vetro trovati in funghi in barattolo dalla Cina al topo morto in confezioni di insalata di campo francesi, e poi feci di roditori, muffe, piombo, larve di insetti.

Mentre il rischio maggiore per gelati e dolciumi è il rischio di soffocamento, segnalato in particolare per le coppette di gelatina di frutta provenienti da Taiwan e Vietnam. Non sono esenti da allarmi anche i materiali da cucina che giungono a contatto con gli alimenti: 45 segnalazioni solo negli ultimi tre mesi, quasi tutti prodotti cinesi. Dal macinapepe che lascia nell’ambiente nichel alle casseruole con migrazione di composti organici volanti, dai piatti e forchette in melamina con rischio di migrazione di formaldeide alle bottiglie di alluminio che «perdono» colore.

27-07-2008

www.lastampa.it

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giovedì, luglio 31, 2008
Il CIo: «DELUSIONE MA NON POSSIAMO INTERVENIRE»
Olimpiade, Pechino conferma la censura
Oscurati anche i siti Bbc e Amnesty

Le autorità: per i media stranieri è «sufficiente» il centro stampa allestito nella capitale

Prove tecniche all'Olympic Broadcast Center di Pechino in vista delle Olimpiadi (Reuters)
Prove tecniche all'Olympic Broadcast Center di Pechino in vista delle Olimpiadi (Reuters)
PECHINO(Cina) - Gli organizzatori delle Olimpiadi di Pechino 2008 hanno difeso la loro decisione di rendere impraticabile l'accesso ad alcuni siti internet ed hanno confermato che non torneranno indietro. Secondo i responsabili cinesi l'accesso ad Internet al centro stampa principale di Pechino è «sufficiente» per i media stranieri.

CENSURA - Sole Weide, portavoce del comitato organizzativo, ha smentito che era stato promesso di lasciare piena libertà ai media durante i Giochi. «La copertura dei Giochi non è stata colpita in nessun modo, i giornalisti hanno un accesso complessivo ad Internet», ha aggiunto Weide. I siti critici verso il governo cinese saranno però bloccati e come questi anche quelli che si occupano dei diritti umani, le organizzazioni tibetane in esilio e molti media stranieri. Tra quelli vietati dovrebbero esserci il sito di Amnesty International, la Bbc, Deutsche Welle (una radio tedesca), dei giornali Apple Daily (Hong-Kong) e Liberty Times (Taiwan).

DELUSIONE - «Sono deluso, ma non posso dire ai cinesi cosa dovrebbero fare». Kevan Gosper, responsabile della Comunicazione del Comitato olimpico internazionale (Cio), al quotidiano South China Morning Post commenta così la posizione assunta dagli organizzatori delle Olimpiadi di Pechino 2008. Durante i Giochi, la navigazione nel web sarà sottoposta a censura. «È chiaro, io avrei preferito un accesso più ampio. Non sono qui per difendere la posizione delle autorità cinesi, sono qui per consentire ai giornalisti di raccontare le Olimpiadi».

31 luglio 2008

da www.corriere.it

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giovedì, luglio 31, 2008
C'E' UN LAGO SU UNA LUNA DI SATURNO

WASHINGTON - Su Titano, la più grande delle lune di Saturno, c'é un lago di idrocarburi ed è allo stato liquido. Lo ha annunciato la Nasa, precisando che la scoperta deriva da un'osservazione di Titano condotta attraverso la sonda Cassini, la sonda lanciata nello spazio nell'ambito di una missione congiunta americano-europea. La Nasa ha reso noto che il lago osservato "contiene degli idrocarburi liquidi" e che è stata formalmente accertata la presenza di etano, sostanza che sulla terra si trova allo stato gassoso.

A condurre l'analisi dell'osservazione è stato il Jet Propulsion Laboratory, un centro della Nasa situato a Pasadena, in California. La scoperta - precisa l'agenzia spaziale americana - ha fatto di Titano "il solo corpo del nostro sistema solare, a parte la Terra, dove si abbia traccia della presenza sulla superficie di sostanze allo stato liquido". Prima dell'osservazione di Cassini, gli scienziati ritenevano che Titano "fosse ricoperta di oceani di metano, di etano e di altri idrocarburi leggeri". Cassini ha rilevato invece la presenza sulla superficie della luna di Saturno di "centinaia di oggetti scuri che sembrano assomigliare a laghi, ma al momento non è possibile stabilire se siano liquidi o semplicemente scuri e solidi" ha precisato la Nasa. Lo stato liquido del lago in questione, invece, è stato provato grazie ad un'osservazione a raggi infrarossi.

31 luglio 2008

Fonte ANSA
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